Intervista a...

Roberto Petrillo

Ciao Roberto, grazie per aver accettato di essere intervistato da Ruoliclassici
Ti aggiungi alla schiera di persone che hanno contribuito alla diffusione sul suolo Italiano del GDR, e non solo.
Ti ruberemo un po’ del tuo tempo per rispondere alle nostre domande, quindi andiamo al sodo:

  1. Ciao Roberto, è un piacere averti come ospite, raccontaci un po’ di te.

Salve a tutti,
sono Roberto Petrillo, nasco commercialista e vivo come giocatore di ruolo, al momento sono Editore della più longeva casa editrice di giochi in Italia, senza malcelato orgoglio.
Gioco ancora almeno una sera a settimana a gdr (qualche volta a boardgames se qualcuno manca) e conservo in casa una collezione di gdr credo ineguagliata su suolo italiano, di cui vado molto fiero (anche se inizio a perdere colpi, moltissimi dei nuovi prodotti mi passa sotto gli occhi ma è sempre più difficile giocarli tutti).

  1. Come hai conosciuto il GDR? Giochi a qualcosa attualmente, e se sì, a cosa?

Gioco ancora ad un fantasy che va avanti da più di 20 anni, la cronaca è sempre la medesima anche se tre gruppi si sono susseguiti nel contempo.
Ho conosciuto i gdr attorno ai 13 anni, quando un mio amico con il quale percorrevo il tratto da scuola a casa in bici, mi disse “perché non vieni con noi a giocare a Dungeons & Dragons a casa di un nostro amico?”. Credevo si trattasse del gioco in cartuccia per l’Intellivision (parliamo di secoli fa, gioco da più di 35 anni senza sosta), scoprii poi che non intendeva il videogame ma bensì il gioco cartaceo.
  1. Cosa sono per te i GDR, escludendo la parte lavorativa?

Sono la passione che mi ha condotto a diventare ciò che sono e ad abbandonare il resto.
E’ un piacere irrinunciabile che mi ha accompagnato per tutta la vita e al quale spero di non dover rinunciare mai, se dovesse diventare solo un lavoro, credo che lo abbandonerei in fretta.


  1. Quale è stata la molla che ti ha convinto ad intraprendere la carriera da editore?

Semplicemente il piacere di farlo, e la voglia di diffondere una passione che più di 20 anni fa era riservata a pochi nerd riconoscibilissimi!
Abbiamo iniziato a lavorare come dipendenti Avalon nel ’96, il mercato era risibile e solo D&D e Il Richiamo di Cthulhu erano onnipresenti sui tavoli di gioco.
Dopo essere diventati indipendenti e aver preso in mano l’attività di Bologna (dopo aver comunque lavorato nelle sedi di Milano e Roma negli anni precedenti), decidemmo che non potevamo solo rivendere giochi, ma dovevamo esserne parte integrante.


  1. Durante questa avventura editoriale, avrai avuto quasi certamente difficoltà e successi, puoi raccontarceli?


Non sono ancora finiti né gli uni né gli altri, e credo andrà avanti così per lungo tempo.
Il mercato italiano è ancora fatto di piccoli feudatari che guardano in cagnesco il vicino e che fanno carte false pur di ottenere un like in più e farti passare per ciò che non sei.

Ciò che posso dire è che da quando siamo nati, abbiamo provato a lavorare con tutti, e abbiamo ricevuto solo porte in faccia. La situazione si è capovolta dopo una decina di anni.
Pur avendo aperto le nostre porte a tutti, molti cercano di prendere quel che si può e poi darsi alla fuga, molto poco furbamente ma tant’è.

Ciò che per me conta è non giocare ruoli nella vita reale, come fanno vari pur di pubblicizzarsi, ma giocare quando è il momento, ed essere se stessi nel resto del tempo, ma sono una persona di altri tempi e che ragiona con motivazioni di un’altra epoca, dove guardarsi in volto allo specchio è ancora motivo di orgoglio.
Mi sta bene così.

(Avrei potuto rispondere in maniera molto più precisa, ma meglio lasciare che chi deve intendere intenda, e sono in tanti).

in foto I Miti di Cthulhu, manuale che permette di usare i mostri dei miti in D&D 5° edizione


  1. Attualmente il mercato dei GDR e dei GDT sta passando un momento molto positivo, non pensi che esista il rischio che il mercato si saturi e si possa “fermare”.

Il mercato è già saturo da tempo, chi produce a tutto spiano senza remore lo fa solo perché coperto da altri interessi economici più grandi, altrimenti sarebbero tutti molto più cauti nel produrre sia giochi da tavolo (bolla già scoppiata da tempo), sia giochi di ruolo.
Aggiungo, dietro Raven abbiamo anche una folta schiera di nuovi ideatori ed editori di librigame che seguono la scia, sempre col medesimo rischio di saturare il mercato.

E’ però la legge delle novità e dei successi, tutti vanno in quella direzione fino a quando si ha l’impressione di poterci marginare.
Finirà presto, per molti è già finita ancora prima di iniziare.



  1. Attualmente la Raven sta puntando moltissimo sul suo GDR di punta, Il richiamo di Cthulhu 7° edizione, e sinceramente, sfornando manuali di qualità molto buona sotto tutti gli aspetti, in programma avete l’intenzione di tradurre tutto quello che uscirà?

Produrre proprio tutto non è fattibile, ma di certo stiamo selezionando, mescolando e implementando i materiali migliori (come vedrete molto presto nel prossimo volume).

Finché la Chaosium rimarrà a livello così alto con le produzioni, anche noi seguiremo e miglioreremo il loro lavoro in ogni modo possibile (non sto usando parole a caso).


  1. I vostri rapporti con la Chaosium sembrano molto buoni, e a differenza di altre case editrici, vi lasciano delle libertà, rendendo i prodotti italiani unici (vedi le schede dei PG aggiuntive per il set introduttivo), pensi che in futuro potreste avere “carta bianca” oppure restare in una libertà “vigilata”?

I tenutari dei diritti sono sempre i Grandi Antichi della Chaosium, e ci danno libertà ove e come possibile.
I rapporti sono ottimi e dopo aver passato con loro l’ultima CarcosaCon in Polonia, sono certo che ci sarà modo di fare molto altro assieme… ma non posso rivelare ancora nulla.



Ringraziando ancora Roberto Petrillo, vi diamo appuntamento alla prossima intervista...

Voi verrete intervistati. La resistenza è inutile.




Che il D20 vi sia sempre favorevole!


Fabrizio Gemma 
Marzio Spairani

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