D&D - Regole Base, la mitica scatola rossa


Questo estratto dal manuale del giocatore della scatola rossa è "figlia" del contesto storico in cui fu scritto il regolamento.
In D&D (e in tutti i gdr) il concetto di vittoria a dispetto dei tradizionali giochi da tavolo viene a mancare, o meglio se dopo una sessione ci si alza dal tavolo soddisfatti e divertiti ha vinto tutto il gruppo.
I videogiochi a cui fa riferimento la didscalia sopra si riferisce ai "coin up"da sala giochi tanto di moda negli anni 80 (fino a quasi metà degli anni 90 con un miglioramento di grafica notevole), quest'ultimi, nei primi anni, si limitavano a giochi con grafica fatta di qualche "sprite" luminoso in movimento e musiche evocative ma molto semplici, ogni partita costava una monetina.

La scritta nell'immagine, fa proprio intendere che D&D permette di giocare e rigiocare infinite volte, vivendo avventure sempre diverse in luoghi meravigliosi che vanno da lussureggianti foreste, fetide paludi o bui sotterranei, tutti "farciti" da sortilegi o temibili mostri a guardia di magnifici tesori pieni d'oro e oggetti magici.
La scatola rossa gettava le basi per giocatori neofiti, e dava la possibilità di esplorare i Dungeon e visitare negozi per rifornirsi di oggetti che potevano spaziare da armi, armature e oggetti vari come razioni di cibo, borracce d'acqua, torce, pertiche di 3 metri, e perché no, perfino qualche pozione guaritrice, mentre ai Dungeon Master insegnava a progettarli e a riempirli di mostri, trappole e tesori.

Il Dungeon Master o DM veniva descritto principalmente come arbitro e giudice riguardo le decisioni "in gioco", sua era la prima e ultima parola.
Veniva inoltre spiegato che chi scegliesse di diventare DM, avesse l'arduo compito di creare il mondo mantenendolo "vivo", di creare avventure che facessero divertire i giocatori al tavolo e fosse l'unico a conoscenza dei mostri e delle loro abilità, un mondo vivo con PNG (personaggi non giocanti) che avessero vita propria, che non "girassero" per forza attorno ai PG (personaggi giocanti), creare città, villaggi, paesi, nobili regnanti, dittatori spietati, ambienti particolari pregni di magia, foreste abitate da elfi, città di nani scavate dentro le montagne, torri abitate da potenti maghi, gilde di ladri integrate in grandi città, principesse da salvare, draghi malvagi da uccidere, paludi infestate da Troll o da Draghi neri.
Questo era il D&D base, una scatola che portava i PG dal 1° al 4° livello, per poi continuare la loro camminata lunga 36 livelli con le successive scatole, per poi arrivare all'immortalità.
Vi assicuro che dopo aver letto i due manuali contenuti nella scatola, ero gasatissimo e pronto a partire con i miei compagni di avventure, là dove nessun PG fosse mai arrivato prima.

Che il D20 vi sia sempre favorevole!

Fabrizio Gemma

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